ARTICOLI

Le Fobie

     Tra tutti i disturbi dell’ansia, senza dubbio, le FOBIE sono quelle che attirano maggiormente la curiosità e la condivisione da parte delle persone. Moltissimi di noi, infatti, possono ammettere senza difficoltà di essere particolarmente spaventati da una situazione, da un animale o da un certo luogo. In realtà, la PAURA FOBICA si manifesta come vero disturbo psicologico solo quando essa determina nel soggetto un quadro sintomatologico allarmante, al punto da condizionare fortemente il comportamento: la paura provata in presenza di uno stimolo o di una situazione specifica è eccessiva rispetto alla reale minaccia ed essa provoca uno stato di ansia profonda che, in assenza di “vie di fuga”, può causare veri e propri “Attacchi di Panico”.

Le fobie sono una prova indiretta del fatto che il circuito che sottende l’emozione della paura è un patrimonio evolutivo, figlio di migliaia di anni di risposte comportamentali a eventi minacciosi. Sebbene l’uomo moderno non condivida molto con la lotta per la sopravvivenza dei suoi antenati primitivi, egli mostra segni indelebili di apprensione in certe situazionali ambientali (grandi altezze, spazi molto piccoli o molto grandi), di fronte a certi animali (ragni, insetti, serpenti), oppure in contesti sociali estremi (isolamento o grandi assembramenti di persone). La comparsa del disturbo fobico dell’ansia è, quindi, in parte legato a una innata sensibilità del circuito della paura verso certi stimoli; d’altra parte è anche chiaro che per sviluppare una fobia molto specifica e selettiva, deve esserci il contributo dell’esperienza di vita del soggetto: lo stimolo incondizionato diventa in questo modo condizionato quando compare nella vita della persona in modo emotivamente traumatico. Talvolta, come il caso delle fobie ambientali e di quelle sociali, la fobia è una generalizzazione cognitiva, nel senso che amplifica e ridefinisce le caratteristiche dello stimolo traumatico originale: cadere dal letto o dall’altalena potrebbe causare nel tempo una fobia per le altezze, così come una furiosa lite in famiglia potrebbe diventare la base per una fobia verso il contatto fisico con altre persone.

QUALI E QUANTI TIPI DI FOBIE ESISTONO? 

    La classificazione delle fobie è un espediente utilizzato dagli psicologi e psichiatri per inquadrare una paura che, in realtà è talmente specifica per quell’individuo da distinguerla da tutte le altre. Questo per i motivi spiegati prima sulla concomitanza tra predisposizione evolutiva ed esperienza di vita sulla genesi della fobia, elementi che determinano una miscela unica. Comunque, l’individuazione dello stimolo o della situazione che scatena la crisi di ansia nel soggetto fobico, può essere accomunata con altri stimolazioni simili e generalizzata secondo una certa nomenclatura.
Si possono distinguere, innanzitutto, fobie specifiche e fobie sociali: le prime sono quelle in cui si sperimenta l’ansia di fronte a certi oggetti o animali, oppure in presenza di situazioni fisiche particolari; le seconde presentano stati d’ansia associata alla partecipazione a eventi sociali come riunioni o feste, oppure in situazioni di relazione sociale, come il parlare in pubblico. Le fobie che maggiormente colpiscono l’immaginario e riguardano spesso noi stessi o persone che conosciamo, sono le fobie specifiche.

Ecco un elenco delle più note e diffuse

FOBIE AMBIENTALI

AGORAFOBIA – Paura degli spazi aperti. E’ la fobia che più si associa agli attacchi di panico ed è fortemente invalidante perché il soggetto fobico tende a evitare di uscire di casa e frequentare spazi pubblici.

CLAUSTROFOBIA – Paura degli spazi piccoli o chiusi. Si manifesta in ascensore, in aereo, in passaggi bassi o angusti. Meno incline a causare attacchi di panico perché il soggetto, cosciente della sua paura tende a evitare gli spazi chiusi o privi di uscite.

ACROFOBIA – Paura delle grandi altezze. E’ la versione fobica delle vertigini: se il paziente si trova involontariamente nella sensazione di vuoto e di caduta dall’alto, può incorrere in un attacco di panico.

FOBIE SEMPLICI O OGGETTUALI

ARACNOFOBIA – Paura dei ragni. Se riferita a tutti gli insetti è detta Entomofobia
 

ERPETOFOBIA – Paura dei rettili (Ofidiofobia se specifica per i serpenti)

MISOFOBIA – Paura dei germi e dello sporco. Questa particolare fobia è spesso associata a una paura generalizzata della malattia e della morte. Le persone misofobiche adottano comportamenti a limite dell’ossessione verso la pulizia del proprio corpo e degli ambienti in cui vivono.

ACLUOFOBIA – Paura del buio o della notte

EMOFOBIA – Paura della vista del sangue, sia il proprio che quello altrui. Non è raro trovare persone adulte molto sensibili alla vista del sangue, tanto da perdere i sensi o fuggire.

FOBIE SOCIALI
 

GLOSSOFOBIA – Paura di parlare in pubblico. E’ una fobia che, in varie sfumature, è molto diffusa al giorno d’oggi. Le persone che ne mostrano una particolare recrudescenza sono molto invalidate poiché evitano situazioni importanti come esami, colloqui di lavoro, interrogatori, questioni familiari.

ERITROFOBIA – Paura di arrossire in pubblico.

AUTOFOBIA – Paura dell’isolamento. Le persone che soffrono di questo disturbo evitano tutte le situazioni in cui potrebbero trovarsi soli e senza aiuto. Anche la sola idea dell’isolamento può determinare la crisi d’ansia.

DEMOFOBIA – Paura della folla. Questa fobia è associabile e spesso del tutto sovrapponibile all’agorafobia e ne condivide i sintomi e la sua forte propensione a scatenare attacchi di panico.
L’elenco potrebbe allungarsi e di molto, con fobie che riguardano fenomeni o oggetti altamente specifici e anche bizzarri. Questa differenziazione dimostra quanto detto prima sulle differenze individuali nello sviluppo di un disturbo d’ansia fobica: ognuno di noi, con il proprio vissuto di esperienze emotive e di innumerevoli eventi potenzialmente traumatici, può sviluppare una qualche forma di paura fobica, capace di scatenare una crisi d’ansia. Nella maggior parte dei casi, le fobie sono transitorie e poco invalidanti. Esse si risolvono con una naturale abituazione allo stimolo fobico: una persona che soffre di cinofobia (paura dei cani) può, ad esempio, superare questo disturbo con una graduale e guidata convivenza con esemplari di cani, magari inizialmente giovani o di piccola taglia e progressivamente più grandi. In altri casi, però, la fobia può diventare un grosso ostacolo alla vita dell’individuo e richiedere l’intervento di un esperto, sebbene ciò avvenga spesso molto tardi rispetto alla manifestazione delle prime crisi, quando queste sono diventate veri e propri attacchi di panico.

Lascia un commento